lunedì 11 febbraio 2013

real time: paint your life.

io non sopporto più real time.
ha dei programmi cazzusissimi tipo 'paint your life'
è il primo programma che ho conosciuto di quel canale, e all'inizio mi piaceva. probabilmente ero sotto effetto di anfetamina o morfina.
comunque, in pratica c'è sta tipa stra gasata per via delle scopate che si fa con oscar il florist dietro la regia, che cerca di insegnarti come rovinare mobili aggiungendo vernice, carta, polvere, uova, pelle, carcasse di capre afghane alla cazzo, pensando di creare opere d'arte.
da notare il fatto che alla fine di ogni progetto ti accorgi di avere una merda che potevi benissimo trovare in versione migliore in qualche discarica clandestina in mongolia, ma vabbè.
la parte migliore verrà quando ti renderai conto di avere speso 3987593 euro per creare una merda.
'ricicleremo usando cose che si trovano in casa' dicevano.
poi si passa completamente a un altro estremo quando arrivano gli ospiti. zingari squattrinati presi dalle scalinate oscure dei magazzini dell' eurospin che tentano di spacciare le loro stronzate come opere d'arte. dalle mele marce infilzate con un bastoncino, spacciate per incenso naturale, a sacchetti di patatine scadute e assorbenti usati scartavetrarti e piegati in modo da creare borsette improbabili che neanche platinette userebbe.
un'altra parte carina viene quando arriva il florist.
un povero ladro di merendine che porta due fiori di plastica inventando nomi improbabili tipo 'escrementea selvaticus letamux' infilandoli nelle provette di piscio dell'asl, per poi incastrarli in delle 'espunie' (spugne per i comuni mortali) di dubbia provenienza. si crede siano spugnette usate per pulirsi il culo dopo la purga presa per aver mangiato peperonata e nutella. quando poi il florist mostra fiero la sua creazione, la conduttrice, con le lacrime agli occhi, si complimenta con costui, consapevole e soddisfatta di ciò che piazzerà in casa sua.
'ha un odore fantastico!' sa di culo e cipolle.
successivamente la nostra beniamina corre a piazzare tutte quelle cagate nella sua stanza coi muri color diarrea di vacca in cattività, e si dimostra soddisfatta del suo capolavoro, perciò corre dal cameraman a farsi sditalinare.
un'altra parte epica arriva quando l'artista di strada prende due cessate dai cestini dell'immondizia fondendoli insieme per creare qualche cosa di accettabile. ad esempio: un vecchio frigo vintage e una canna da pesca. ma certo! creiamoci un posacenere!

davvero, non ha senso.

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